Errori da evitare nella scelta dell’insegna luminosa
Home > Blog > Errori da evitare nella scelta dell’insegna luminosa

8 Errori da evitare quando scegli l’insegna luminosa per la tua attività
Un’insegna luminosa deve rendere riconoscibile un’attività nelle condizioni reali in cui verrà osservata. Grafica, dimensioni, illuminazione e materiali sono importanti, ma devono essere valutati insieme alla facciata, alla distanza di lettura, alla posizione e alle condizioni di installazione.
Molti problemi possono essere evitati prima della produzione, quando è ancora possibile intervenire su proporzioni, struttura, luce, materiali e aspetti documentali.
1. Inserire troppe informazioni
Un’insegna deve poter essere individuata e letta nel tempo disponibile a chi la osserva.
La quantità di informazioni compatibile con il progetto cambia in base alla distanza, alla posizione, alla velocità di passaggio e alle dimensioni disponibili. La ricerca sulla leggibilità della segnaletica considera proprio dimensione, contrasto, posizione e distanza di osservazione tra i fattori che incidono sulla capacità di leggere un’insegna.
Nome, marchio e informazioni strettamente necessarie devono quindi mantenere una gerarchia chiara. Inserire troppi testi nello stesso spazio può ridurre la leggibilità complessiva.
L’insegna non deve sostituire tutti gli altri strumenti di comunicazione dell’attività.
2. Scegliere caratteri poco leggibili alla distanza reale
Un carattere efficace su uno schermo non mantiene necessariamente la stessa leggibilità quando viene trasferito su una facciata.
Dimensione delle lettere, proporzioni, spaziatura, contrasto e distanza dalla quale l’insegna viene osservata incidono sulla lettura. Anche la posizione rispetto alla strada e al percorso dell’osservatore può cambiare le condizioni nelle quali il messaggio deve essere riconosciuto.
La scelta tipografica deve quindi mantenere coerenza con l’identità visiva senza compromettere la funzione dell’insegna.
Un carattere elaborato può funzionare in determinate condizioni e risultare poco leggibile in altre: la valutazione deve essere fatta sul progetto reale.
3. Usare il colore senza considerare contrasto e illuminazione
Non esiste una regola universale che imponga un numero preciso di colori.
Il problema nasce quando cromie, sfondo, illuminazione e grafica non costruiscono una gerarchia visiva sufficientemente chiara.
Il contrasto tra lettere e superficie, la riconoscibilità del marchio e il comportamento dei colori con l’insegna accesa devono essere considerati insieme. L’International Sign Association include colori, illuminazione e leggibilità tra gli elementi che incidono sulla capacità di vedere e comprendere un’insegna.
La scelta cromatica deve quindi partire dall’identità dell’attività e dalle condizioni nelle quali l’insegna verrà osservata, non dalla ricerca del maggior numero possibile di effetti visivi.
4. Valutare l’insegna soltanto dal render
Il render è uno strumento utile per visualizzare proporzioni, composizione e inserimento dell’insegna sull’edificio, ma non sostituisce la verifica delle condizioni reali.
L’insegna può essere osservata:
- da distanze differenti;
- frontalmente o lateralmente;
- a piedi o dalla strada;
- con luce naturale o nelle ore serali;
- insieme ad altre insegne, vetrine ed elementi architettonici.
Per questo il progetto deve essere valutato anche rispetto al punto di posa, alla distanza di lettura e alla posizione dell’osservatore.
Una soluzione equilibrata sullo schermo può richiedere modifiche quando viene confrontata con misure, facciata e condizioni effettive di installazione.
5. Affrontare normativa e procedure solo alla fine
Gli aspetti amministrativi non dovrebbero essere verificati soltanto quando l’insegna è già stata prodotta.
La procedura varia in base al Comune, alla posizione, alla tipologia del mezzo, alle caratteristiche dell’immobile, alla strada interessata e alla presenza di eventuali vincoli.
Per le insegne e gli altri mezzi pubblicitari collocati lungo le strade o in vista di esse, l’articolo 23 del Codice della Strada stabilisce specifiche condizioni relative a sicurezza, posizione, visibilità e autorizzazione dell’ente competente. La norma considera anche il possibile abbagliamento e l’interferenza con la segnaletica stradale.
Anche il Canone Unico Patrimoniale può assumere rilievo in presenza dei relativi presupposti. Dal 2021 il sistema introdotto dalla legge n. 160/2019 comprende, tra gli altri ambiti, concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria; applicazione concreta, eventuali esenzioni e importi dipendono dalla disciplina pertinente.
La verifica deve quindi riguardare il singolo intervento. Non è corretto applicare automaticamente la stessa procedura a tutte le insegne e a tutti i comuni.
6. Confrontare i preventivi soltanto sul prezzo finale
Il prezzo è uno degli elementi della scelta, ma due preventivi con importi differenti possono riferirsi a configurazioni tecniche diverse.
Il confronto dovrebbe considerare anche:
- tipologia e caratteristiche dei materiali;
- struttura;
- componenti di illuminazione;
- finiture;
- sistemi di fissaggio;
- lavorazioni previste;
- condizioni di installazione;
- garanzie;
- assistenza e manutenzione previste.
Un importo inferiore non identifica automaticamente una soluzione meno valida, così come un prezzo superiore non garantisce automaticamente una qualità maggiore.
Il confronto diventa utile quando è chiaro che cosa comprende ogni proposta e quali caratteristiche tecniche sono state previste.
7. Progettare senza considerare il luogo di installazione
La stessa insegna può comportarsi in modo diverso su edifici e spazi differenti.
Una vetrina in una zona pedonale, una facciata lungo una strada trafficata, una sede produttiva con ampio piazzale e un edificio in centro storico presentano condizioni diverse di lettura, installazione e illuminazione.
La progettazione deve quindi considerare:
- facciata o supporto disponibile;
- distanza di osservazione;
- orientamento;
- accessibilità;
- illuminazione circostante;
- dimensioni disponibili;
- rapporto con altri elementi visivi;
- condizioni necessarie per la posa.
Le ricerche sulla leggibilità delle insegne evidenziano il ruolo di dimensione, posizione, altezza, contrasto e condizioni di osservazione.
Il luogo non è quindi un elemento da verificare dopo aver scelto l’insegna: fa parte del progetto.
8. Scegliere senza verificare competenze e assistenza
La realizzazione non termina necessariamente con l’installazione.
Un’insegna luminosa comprende struttura, fissaggi e componenti destinati all’illuminazione. Nel tempo possono rendersi necessari controlli o interventi su elementi come moduli LED, alimentatori, cablaggi, fissaggi o parti della struttura, in base alla tipologia e alle condizioni di utilizzo.
Prima di affidare il progetto è quindi utile chiarire:
- chi segue la progettazione tecnica;
- come vengono definite le condizioni di posa;
- quali materiali e componenti sono previsti;
- che cosa comprende l’installazione;
- quali garanzie vengono fornite;
- se è disponibile assistenza successiva;
- come vengono gestiti eventuali interventi di manutenzione.
Portfolio e realizzazioni precedenti possono aiutare a comprendere il tipo di lavorazioni eseguite, ma devono essere accompagnati da informazioni chiare sul progetto e sul servizio previsto.
Il filo comune tra questi errori
Leggibilità, materiali, luce, normativa e installazione non sono aspetti separati.
Una scelta grafica influenza la leggibilità. Le dimensioni possono incidere sulla struttura e sull’installazione. La posizione può determinare condizioni amministrative differenti. L’illuminazione deve funzionare con materiali, colori e contesto circostante.
Per questo un’insegna non dovrebbe essere definita come un elemento isolato e corretta soltanto dopo la produzione.
Le decisioni principali devono essere affrontate nella fase di progetto, quando è ancora possibile coordinare identità visiva, fattibilità tecnica, condizioni del luogo e modalità di installazione.
Scegliere l’insegna partendo dal progetto
Evitare questi errori non significa applicare una configurazione standard.
Un negozio, un’azienda, uno showroom o una struttura ricettiva possono richiedere soluzioni differenti anche quando utilizzano la stessa tecnologia luminosa.
Neon Due progetta e realizza soluzioni di comunicazione visiva in base all’identità dell’attività, alle caratteristiche dello spazio, alla leggibilità richiesta e alle condizioni tecniche dell’installazione.
Contatta Neon Due per presentare il progetto e
valutare la soluzione più adatta prima della produzione.
Richiedi informazioni sul progetto
Fonti
Sign Research Foundation — On-Premise Signage: Situations, Legibility & Visibility
Ricerca dedicata a leggibilità e visibilità delle insegne, con riferimento a dimensione delle lettere, contrasto, posizione, altezza e distanza di osservazione.
https://signresearch.org/on-premise-signage/
International Sign Association — Design & Placement of Signs
Approfondimento tecnico su progettazione, tipografia, colori, dimensionamento, distanza di lettura, posizione e illuminazione.
https://signs.org/resources-training/signs101/buying-a-sign/factors-of-sign-effectiveness/design-and-placement-of-signs/
Normattiva — D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, Nuovo Codice della Strada — art. 23
Fonte normativa per pubblicità lungo o in vista delle strade, sicurezza, abbagliamento, collocazione e autorizzazioni.
https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn%3Anir%3Astato%3Adecreto.legislativo%3A1992%3B285=
Ministero dell’Economia e delle Finanze — Risoluzione n. 3/DF del 20 luglio 2023
Documento ufficiale sul Canone Unico Patrimoniale e sull’esposizione pubblicitaria ai sensi dell’art. 1, comma 816, della legge n. 160/2019.
https://www.finanze.gov.it/export/sites/finanze/.galleries/Documenti/altri/Risoluzione-n.-3-del-2023-canone-unico-vari-quesiti_sito.pdf

Previous Post
Next Post